Potere ad ogni costo

von Marian Schraube

Grillo/Casaleggio  – In un tangibile momento di crisi unamitaria, il M5S dimostra di non volerla gestire – per calcolo

Fino ad ora mi sono astenuto, specie nei miei articoli che raccontano dell’Italia e che pubblico in Germania, di porre sotto la lente d’ingrandimento il MoVimento. Per un motivo di Fair-Play: Anche se presenti sulla scena politica da più tempo, l’entrata in Parlamento dei M5S è stata comunque una svolta.

“Vai, che poi s’adeguano …” era più o meno il tenore di piccoli quanto cinici commenti da Corriere a Repubblica, sebbene li dentro ci sia un nocciolo di verità – per il novellino il rischio di cadere nei tranelli dei palazzi del potere è sempre alta. Quindi, aspettiamo un po’, mi sono detto, diamo loro la possibilità di trovare il modo più idoneo di esprimersi.

Arrivati all’orrore di Lampedusa c’è invece una svolta ben precisa.

Non perché con il loro post di oggi pomeriggio “Reato di clandestinità” Casal’ Beppe abbiano fatto richiamo a quello che sarebbero i contenuti della politica del movimento da loro guidato. Che in effetti nulla recita di programmatico in merito all’immigrazione; tutto parte da e si ferma a 5 punti cinque.

O che i due Senatori, cittadini Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi abbiano agito senza il beneplacito di chi di dovere. Seppure si debba iniziare a parlare molto sul serio di come, di fronte all’emergenza umana, (non) funzioni quel “mandato imperativo”, così caldeggiato perché presumibilmente rivoluzionario. Scordando, tra l’altro, che proprio esso segnò l’inizio del Comitato di Salute Pubblica; l’indicibile resto, che portò dritto alla gigliottina e da lì al monarca sotto forma del Corso Napoleone, ce lo insegna la storia.

Mi è persino abbastanza ovvio, sebbene estremamente sgradevole, che si faccia ricorso nel messaggio postato da Grillo & Co. al “prima gli italiani”. Non perché me la spasso bene nella rikken Tschermanien. Ma perché è la cantilena populistica dal Front National in Francia, passando per la FPÖ in Austria (appena arrivata terza alle politiche di alcune settimane fa), la Lega Nord e la frange destra dei Cristiano-Sociali in Baviera (vincitori anche loro delle elezioni di settembre) fino alla Schweizerische Volkspartei in Svizzera.

Che si travestino con etnocentrismi o s’esprimano senza mezzi termini xenofobi, il “prima noi” è l’anello comunicante di tutta la Nuova Destra europea. Sperare in un nuovo movimento italiano, che in questo cambi tasto, è perfettamente inutile quanto triste.

Nessuna novità, la stessa miseria solo con facce nuove

Quello che invece mi fa letteralmente cadere le braccia, è la faccia tosta di scrivere:

“Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, […] il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico.”

Quindi delle due cosa l’una: Temi non popolari, quindi scomodi a tanti vengono riservati per il momento, che quando assunto il pieno potere, l’elettore nulla avrà più da dire, fuorché di abbozzare.  Oppure quella di continuare a cavalcare unicamente quei 5 argomenti cinque da programma, per costringere altri ad affannarsi con la politica di ogni giorno, per meglio poterli additare (gestaccio, tra l’altro già ben sperimentato).

Questa netta e schietta dimostrazione di puro cinismo, calcolando l’accesso alla politica tramite numeri, ridimensiona tutto quanto sia stato detto a proposito del M5S. Perché è qui, proprio qui che il MoVimento fa suo il ragionamento, finora rimostrato alla cd. Casta: non tanto di prendere in giro gli elettori, quanto non ritenerli proprio in grado di esprimersi correttamente. Celare le proprie intenzioni o restringerle a pochi argomenti, la sostanza rimane la stessa – pur di arrivare al potere tramite il voto, vada per l’inganno dell’avente diritto al voto e ad una propria opinione. Basta non dargli una ragione per non coltivarla?

Da questo momento, che alcuni aventi mandato a Parlamento, mossi dal più puro senso della propria coscienza e della ragione, sono stato subito e ruvidamente ridimensionati ad imperativi, il MoVimento non si può più considerare un’alternativa, tanto meno un movimento rivoluzionario. Perché proprio quest’ultimo significherebbe rovesciamento nella sostanza, non nelle poltrone. Casal’ Beppe hanno gettato la maschera e si sono seduti al più rozzo dei tavoli della politica: Si vuol mangiare ad ogni costo, il conto lo paga, come sempre, qualcun’altro. MS

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